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Meditazioni

Il vero Natale

Vangelo secondo Giovanni 1:15 (NR94): «Giovanni gli ha reso testimonianza, esclamando: “Era di lui che io dicevo: Colui che viene dopo di me mi ha preceduto, perché era prima di me”».

L’evangelista Giovanni ci presenta la testimonianza di Giovanni Battista su Colui che viene dopo di lui ma che, in realtà, è già prima di lui: Gesù Cristo. È significativo che Giovanni non si soffermi su riferimenti cronologici, luoghi o date che possano fissare una nascita storica. Fin dall’inizio del suo Vangelo, l’attenzione è posta sulla persona e sulla missione del Messia: la Luce che viene nel mondo per rischiarare coloro che siedono nelle tenebre e nell’ombra della morte, come annunciato profeticamente da Isaia.

Il Verbo si è fatto carne ed ha abitato per un tempo fra noi, ma Giovanni ci riporta subito a una dimensione infinita, presentando Gesù come l’Eterno: Colui che è, che era e che viene. Gesù attraversa il tempo, ma ne resta il Signore. L’umanità, spesso, sente il bisogno di fissare ricorrenze e date, come se questo potesse aggiungere qualcosa alla salvezza; ma la testimonianza del Battista e la narrazione dell’evangelista ci invitano a guardare oltre, verso un Cristo che entra nella storia per trasformare le vite.

Ne fecero esperienza i primi discepoli, Natanaele con i suoi dubbi sulla provenienza di Gesù, Maria alle nozze di Cana quando il tempo non era ancora giunto. Ma tra questi incontri emerge una domanda decisiva, posta da un uomo religioso, Nicodemo, che va da Gesù di notte e gli chiede non “quando” o “da dove”, ma come sia possibile nascere di nuovo. Questa resta la domanda essenziale, degna di una sincera riflessione. Gesù risponde parlando del vento: non se ne conosce l’origine né la destinazione, ma se ne ode il suono; così è di chi è nato dallo Spirito. Giovanni Battista aveva annunciato un Messia che avrebbe battezzato in Spirito Santo e fuoco.

Forse, allora, il vero Natale non è una data da difendere, ma un’esperienza da vivere. È l’incontro personale con Cristo che genera una nuova nascita. L’apostolo Paolo lo dirà chiaramente: «Se uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate, ecco, sono diventate nuove» (2 Corinzi 5:17). Questo è il Natale autentico: Dio che riconcilia l’uomo con Sé per mezzo di Gesù Cristo.

Gesù non ha mai cambiato il Suo modo di presentarsi al mondo come Salvatore. Egli è Spirito, e chi lo adora lo fa in spirito e verità. Lo stesso discorso iniziato con Nicodemo prosegue quando Gesù parla alla Samaritana: non sono i luoghi o i tempi a contenere Dio, ma il cuore che si apre alla Sua grazia.

Quando le celebrazioni finiscono e gli addobbi vengono riposti, ciò che resta è una sola cosa: la testimonianza di una vita trasformata. Chi ha incontrato Cristo sa di essere passato dalla morte alla vita, di aver ricevuto una speranza viva e una salvezza reale. Questo è il dono che Dio continua a offrire, perché «Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna».

Shalom.

Dio ci benedica.

The Christian Broadcasting Network

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