Pane Mattutino: Goliath e i suoi fratelli (1ª parte)
«Ci fu di nuovo una battaglia con i Filistei, e Elanan, figlio di Iair, uccise Lahmi, fratello di Goliath di Gat, che aveva una lancia con l’asta simile a un subbio di tessitore» (1 Cronache 20:5).
Quando pensiamo a Goliath, immaginiamo subito il gigante abbattuto da Davide. Tuttavia, la Scrittura ci informa che Goliath non era l’unico gigante. Egli aveva dei fratelli, appartenenti alla stirpe dei Refaim, uomini imponenti e temibili. Davide vinse Goliath, ma altri guerrieri d’Israele dovettero affrontare e sconfiggere i suoi fratelli.
Anche nella vita spirituale, dopo una grande vittoria, non tutte le battaglie finiscono. A volte, sconfitto un “Goliath”, se ne presentano altri: scoraggiamento, stanchezza, paure, tentazioni, incomprensioni. Il nemico cambia volto, ma il Signore rimane lo stesso.
La vittoria di ieri non sostituisce la fede di oggi. Dio non ci chiama soltanto a vincere una volta, ma a perseverare. Davide vinse Goliath, ma tutta la comunità imparò a combattere. Il Signore desidera formare credenti maturi, capaci di affrontare ogni nuova sfida con la stessa fiducia.
Come disse Roberto Bracco: «La fede non vive dei ricordi delle vittorie passate, ma della presenza continua del Signore».
Affidiamo a Dio anche i “fratelli di Goliath” che ancora si presentano sul nostro cammino. Colui che ci ha dato la vittoria ieri è fedele e ci sosterrà anche oggi.
«Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati» (Romani 8:37).




