Giuseppe di Arimatea: il coraggio di chi crede!
Matteo 27:57-60;
Nel momento più buio, quando persino i discepoli fuggono, Giuseppe di Arimatea esce dall’ombra. I Vangeli lo presentano come un uomo rispettato, buono e giusto. Era un discepolo segreto di Gesù, ma nel momento più critico si espone pubblicamente per il Signore.
“La vera fede si manifesta quando si paga un prezzo. La grazia a buon mercato produce discepoli invisibili, ma la vera grazia ci rende visibili nel momento della prova.” — Dietrich Bonhoeffer
Aspettava il Regno e non si compromette (Luca 23:50-51) Giuseppe era un membro del sinedrio, ma non aveva acconsentito alla condanna di Gesù. Era tra coloro che “aspettavano il Regno di Dio”. Ma la sua attesa non era passiva: divenne azione coraggiosa nel momento decisivo.
“Chi attende davvero il Regno, non può restare neutrale davanti alla croce.” — Leonard Ravenhill
Come molti credenti di oggi, Giuseppe era in lotta tra la fede personale e le pressioni sociali. Ma quando il Maestro morì, egli agì con decisione.
“Ci sono momenti in cui è peccato restare in silenzio.” — Charles Spurgeon
Chiedere il corpo di Gesù (Marco 15:43)Giuseppe andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. Gesto audace e rischioso. Non solo sfidava la contaminazione rituale alla vigilia di Pasqua, ma si esponeva pubblicamente come seguace del Crocifisso.
“La fede che non rischia nulla non vale nulla.” — D.L. Moody
Molti erano fuggiti, ma Giuseppe, uomo prudente e silenzioso, trovò il coraggio per onorare il corpo del Messia.
“Ciò che Giuseppe fece quel giorno parlò più forte di cento prediche: testimoniò amore, fedeltà e speranza anche nella morte.”— David Wilkerson
Onorare Cristo nel dolore (Giovanni 19:38-42)
Giuseppe dona il proprio sepolcro nuovo, scavato nella roccia. Con Nicodemo, unge il corpo con aromi preziosi. È un gesto d’amore e di onore profondo verso il Cristo morto.
“Il seme deve morire e essere sepolto, perché possa nascere vita. E Dio usa persone fedeli, persino in quel momento apparentemente inutile.”— Oswald Chambers
Quel gesto compì la profezia di Isaia 53:9:“ Gli fu assegnata la sepoltura con gli empi, ma fu con il ricco nella sua morte.”
Preparare la resurrezione
Il sepolcro che Giuseppe offrì fu il luogo del trionfo, perché fu svuotato dal Risorto. Il suo gesto di amore non fu perduto, ma consacrato dall’eternità.
“Giuseppe mise Gesù nella sua tomba… e tre giorni dopo la tomba fu restituita vuota.”
— Billy Graham
Nel suo cuore, Giuseppe diceva: “Non ho paura della tua morte. Credo ancora nella tua dignità”.
“Chi si vergogna della croce oggi, non potrà regnare con Lui domani.”
— T.L. Osborn
Vivere oggi come Giuseppe
Questa figura ci interpella oggi più che mai.
– Hai una fede nascosta o pubblica?
– Vivi l’attesa del Regno con passività o con azione coraggiosa?
– Cosa sei disposto a perdere per onorare Gesù nel momento difficile?
“Il coraggio non si misura nel gridare dal pulpito, ma nel camminare fino alla croce con Gesù quando gli altri si allontanano.”
— Carter Conlon
Anche oggi il Signore cerca Giuseppi di Arimatea: uomini e donne pronti a uscire dall’ombra per onorare Cristo nel tempo della prova.
Il testimone del sepolcro
Giuseppe non vide la resurrezione con i suoi occhi, ma ne preparò la scena con la sua fedeltà. Il Regno di Dio avanza anche attraverso piccoli gesti di coraggio spirituale.
“Nessuno saprà forse mai il tuo nome, ma se metti il tuo sepolcro a disposizione del Signore, sarà il luogo della Sua gloria.”
— R.T. Kendall




