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Meditazioni

Pane Mattutino: Goliath e i suoi fratelli (2ª parte)


«Ci fu ancora una battaglia a Gat, dove c’era un uomo di grande statura, che aveva sei dita per mano e sei dita per piede, ventiquattro in tutto; anch’egli era nato ai Refaim. Egli insultò Israele, ma Gionatan, figlio di Simea, fratello di Davide, lo uccise» (1 Cronache 20:6-7).
I giganti non erano tutti uguali. Ognuno aveva caratteristiche diverse, ma tutti appartenevano alla stessa stirpe. Così anche le prove della vita. Non sempre si presentano nello stesso modo. Talvolta è la paura, altre volte la delusione, la malattia, l’ansia, l’orgoglio o la tentazione. Cambiano le forme, ma l’obiettivo del nemico resta lo stesso: intimidire e scoraggiare il popolo di Dio.
Questo gigante insultava Israele, come aveva fatto Goliath. Satana continua a usare la voce della paura e del dubbio per seminare scoraggiamento. Ma Dio aveva già preparato un uomo per quella battaglia: Gionatan, nipote di Davide. La vittoria non apparteneva più soltanto a Davide; una nuova generazione aveva imparato a confidare nel Signore.
Le nostre vittorie, la nostra testimonianza e la nostra fedeltà possono incoraggiare altri a combattere e vincere. Dio desidera formare credenti che, a loro volta, sappiano sostenere altri nelle battaglie della fede.
Roberto Bracco scriveva: «La fede vittoriosa non produce spettatori, ma testimoni e combattenti spirituali».
Se oggi ti trovi davanti a un nuovo gigante, ricorda che il Signore che ha dato vittoria nel passato continua ad agire nel presente. Egli non cambia e la Sua grazia è sufficiente per ogni battaglia.
«Siate forti nel Signore e nella forza della sua potenza» (Efesini 6:10).

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