(Meditazione nel Genere Poetico tratto dal Salmo 51 di Davide rè, del suo peccato, e del dialogo di Natan il profeta che venne a lui).

Quando un rè riconoscere i propri peccati…
Ogni confessione ha un suo giusto riconoscimento.
Nel suo parlar con argomento, mostra il pensiero del suo tormento:
Si conosce il fatto del suo male, e il coraggio di parlare dalla coscienza sale.
Certo che da prima, qualcosa voleva far dimenticare,
Ch’era un reato! che quel peccato fece fare!
Il confessore pensò: con la legge mia quel misfatto, spostarlo e quanto fatto! Trasgressione dimenticata! Il suo pensiero aveva accarezzata!
Ma furono le sue notti insonni, a riportar la sua mente alla sincerità: Di ossa contrite e di nervi contratti, sono bastate a riportar il cuore al giusto ardore, per confessare il suo vero amore: giustizia ! giustizia!
Non era certo quella di un rè! la giustizia che lui pensava,
perché vide con qual illusione il suo peccato gli girava attorno ed osava.
Ma fu quella della benignità di Dio, che con pazienza, perché lo amava, a far ragionar mente e cuor,
Riportando in sè, il pianto anche di un rè, ch’era immerso nel suo dolor.
La pena fu giusta!
Ma ancora di più fu il perdono che uno gusta,
A riempirlo di soave riconoscenza,
a liberarlo di quel peccato, nella propria coscienza.
…oh Eterno, lento all’ira e pieno di misericordia…
… Iddio è buono e la Sua bontà dura in Eterno…
(2025 – Cristian Cosimi D.C.Dacris)




