PANE DEL MATTINO: L’ANGOSCIA
“Nel giorno della mia angoscia io cerco il Signore.” (Salmo 77:2) L’angoscia è una delle esperienze più profonde e dolorose dell’animo umano. Non è soltanto paura, ma senso di oppressione interiore, peso sul cuore, smarrimento dell’anima. A volte nasce da problemi visibili, altre volte da ferite invisibili che nessuno conosce. La parola “angoscia” richiama etimologicamente qualcosa di stretto, soffocante. L’uomo angosciato si sente come chiuso in uno spazio senza aria, schiacciato dalle circostanze, dai pensieri o dal dolore. Anche grandi uomini di Dio attraversarono momenti di angoscia. Davide gridò: “Perché ti abbatti, anima mia?”. Elia si sedette sotto il ginepro desiderando persino morire. Persino Gesù, nel Getsemani, disse: “L’anima mia è oppressa da tristezza mortale”. La Bibbia non nasconde la sofferenza interiore dell’uomo, ma mostra che Dio entra proprio nei luoghi più oscuri dell’esistenza. Il Signore non abbandona chi lotta interiormente. Molte volte l’angoscia nasce quando l’uomo guarda soltanto i limiti umani e perde di vista la presenza di Dio. Il termine ebraico צַר (tsar) indica strettezza, oppressione, pressione interiore. Ma spesso proprio nella strettezza l’uomo impara a cercare Dio più profondamente. L’angoscia può diventare il luogo dove l’anima smette di confidare in sé stessa e ricomincia ad appoggiarsi al Signore. L’angoscia tende a isolare. Fa sentire soli, incomprensi, lontani dalla gioia. Ma Cristo entra anche nelle stanze chiuse del cuore umano. Egli non porta soltanto consolazione emotiva, ma presenza viva. La Sua presenza non sempre elimina immediatamente il problema, ma sostiene l’anima nel mezzo della prova. “Le stelle brillano di più nella notte più scura”. Molti scoprono la profondità dell’amore di Dio proprio nei momenti in cui tutto sembra crollare. L’angoscia frammenta interiormente, mentre Dio opera verso la ricomposizione, verso lo shalom, verso l’interezza. Il Signore raccoglie ciò che è spezzato e dona riposo al cuore affaticato.Anche oggi molti vivono oppressi da preoccupazioni, lutti, delusioni, malattie o pesi nascosti. Ma la Parola di Dio ricorda che nessuna notte è eterna per chi confida nel Signore. “Gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi.” (1 Pietro 5:7)




