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Meditazioni

Meditazione mattutina – L’uomo di Dio (Ventisettesima parte: “Sia la luce”)


L’uomo di Dio vive alla luce della prima parola creatrice pronunciata nella Scrittura: “Dio disse: Sia la luce. E la luce fu” (Genesi 1:3). Prima ancora che il mondo fosse ordinato, prima che la terra producesse frutto, prima che l’uomo fosse formato, Dio parlò e la luce apparve. Questo ci insegna che quando Dio interviene, la prima opera spesso è illuminare ciò che era nelle tenebre. La luce precede l’ordine, la chiarezza precede la direzione, la rivelazione precede il cammino.
L’uomo di Dio conosce momenti di buio: stagioni di confusione, dubbi, dolore, smarrimento. Ci sono ore in cui non si comprende la strada, non si vedono risposte, non si distingue il passo successivo. Ma proprio lì la voce di Dio continua a risuonare: “Sia la luce”. Il Signore non teme il caos né le tenebre. Egli entra nelle situazioni più oscure e con una sola parola cambia l’atmosfera dell’anima.
La luce, nella Bibbia, è verità, presenza, purezza, vita. Dove c’è la luce di Dio, la menzogna perde forza, la paura arretra, il peccato viene smascherato, il cuore ritrova orientamento. Per questo il salmista dice: “La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero” (Salmo 119:105). L’uomo di Dio non cammina secondo le ombre del mondo, ma secondo la luce della Parola.
Gesù porta questa rivelazione al compimento quando dichiara: “Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Giovanni 8:12). Non abbiamo solo una luce esterna, abbiamo Cristo stesso come luce vivente. Seguire Gesù significa uscire progressivamente dall’oscurità interiore, dalle confusioni del peccato, dalle paure che paralizzano.
La luce di Dio non illumina solo per confortare, ma anche per trasformare. Quando la luce entra in una stanza, mostra ciò che prima non si vedeva. Così il Signore mette in evidenza ciò che va corretto, guarito, purificato. L’uomo di Dio non fugge la luce, la desidera, perché sa che ciò che Dio illumina, Dio può anche redimere.
Essere nella luce significa anche diventare luce. Gesù disse: “Voi siete la luce del mondo” (Matteo 5:14). Il credente, riflettendo Cristo, porta speranza dove c’è scoraggiamento, verità dove c’è inganno, pace dove c’è agitazione. Non produce luce da sé, ma la riceve e la diffonde.
Se oggi ti senti in una stagione oscura, ascolta ancora quella parola antica e sempre nuova: “Sia la luce”. Dio può illuminare la tua mente, la tua casa, la tua decisione, il tuo cuore. Dove Lui parla, la notte non resta uguale.
Oggi preghiamo: “Signore, pronuncia ancora sulla nostra vita la Tua parola creatrice: sia la luce. Illumina ciò che è confuso, riscalda ciò che è freddo e guidaci nel cammino con Te. Amen.”

The Christian Broadcasting Network

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