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Meditazioni

Meditazione mattutina – L’uomo di Dio (Ventiquattresima parte: “Insegnaci a pregare”)


L’uomo di Dio è un uomo che riconosce il proprio bisogno di imparare. I discepoli, vedendo Gesù pregare, non gli dissero: insegnaci a predicare, insegnaci a fare miracoli, ma gli dissero: “Signore, insegnaci a pregare” (Luca 11:1). Avevano compreso che la sorgente di tutto era lì: nella comunione con il Padre. La preghiera non è una capacità naturale, è qualcosa che si impara stando con Gesù. Non è tecnica, è relazione; non è formula, è vita. L’uomo di Dio non presume di sapere pregare, ma si pone come discepolo, con un cuore umile che chiede: insegnami.
Gesù risponde indicando una via: “Padre nostro…” (Luca 11:2). La preghiera inizia da una relazione: Dio è Padre. Non si entra nella preghiera con paura, ma con fiducia; non con distanza, ma con vicinanza. L’uomo di Dio prega sapendo di essere figlio. E da questa relazione nasce tutto: adorazione (“sia santificato il tuo nome”), sottomissione (“venga il tuo regno”), dipendenza (“dacci ogni giorno il nostro pane”), perdono (“rimettici i nostri peccati”), vittoria (“non ci esporre alla tentazione”). La preghiera abbraccia tutta la vita.
“Insegnaci a pregare” significa anche riconoscere che senza Dio non possiamo nulla. La preghiera non è l’ultima risorsa, è la prima risposta. È il respiro dell’anima, è il luogo dove il cuore si allinea con la volontà di Dio. L’uomo di Dio non prega solo quando ha bisogno, ma perché ha bisogno di Dio. E nella preghiera impara a vedere come Dio vede, a desiderare ciò che Dio desidera, a camminare secondo la Sua volontà.
Gesù insegna anche la perseveranza: “Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto” (Luca 11:9). La preghiera non è sempre immediata, ma è sempre ascoltata. L’uomo di Dio non si stanca di pregare, perché sa che Dio è fedele. E anche quando non vede subito la risposta, continua, perché la relazione vale più della risposta.
Oggi anche noi diciamo: “Signore, insegnaci a pregare”. Non vogliamo parole vuote, ma un cuore vero; non vogliamo abitudine, ma comunione; non vogliamo distanza, ma presenza. E mentre impariamo a pregare, scopriamo che la preghiera non cambia solo le situazioni, ma cambia noi.
Oggi preghiamo: “Signore, insegnaci a pregare. Donaci un cuore semplice, sincero e perseverante, capace di vivere alla Tua presenza ogni giorno. Amen.”

The Christian Broadcasting Network

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