Ci sono giorni in cui si prega e sembra che il cielo resti in silenzio. Le parole salgono, ma il cuore fatica a sentire una risposta. Anche i grandi uomini della Bibbia hanno attraversato momenti simili. Davide gridava: “Fino a quando, Signore?”; Elia si sedette sotto il ginepro scoraggiato; persino Giobbe cercava Dio nel dolore senza comprenderne il silenzio.
Ma il cielo non è chiuso perché Dio ha smesso di amare. A volte il silenzio di Dio non è assenza, ma preparazione. Il seme sotto terra non vede il sole, eppure sta già germogliando.
L’etimologia della parola “speranza” richiama l’idea di attesa fiduciosa. La fede non guarda solo ciò che appare, ma ciò che Dio sta operando anche quando gli occhi non lo vedono.
Isaia 64:1 dice: “Oh, squarciassi tu i cieli e scendessi!”. Ed è proprio ciò che Dio ha fatto in Cristo: il cielo si è aperto e la grazia è scesa tra gli uomini.
Quando il cielo sembra chiuso, continua a pregare, ad adorare, a confidare. Dietro le nuvole, il sole è ancora al suo posto.
