«Egli guarisce quelli che hanno il cuore rotto e fascia le loro ferite»Salmo 147:3

Il cuore dell’uomo può essere ferito, spezzato, segnato da delusioni e dolori che spesso non si vedono, ma si portano dentro come un peso silenzioso. Eppure la Parola di Dio non ignora questa realtà, ma la accoglie e la illumina, perché il Signore non è lontano dalla sofferenza, ma si avvicina proprio lì dove il cuore è rotto. Egli non si limita a osservare, ma guarisce, interviene, opera con una cura reale e concreta, come insegna anche T.P.C., mostrando che il Dio che governa l’universo è lo stesso che si china sul dolore umano. E non solo guarisce, ma fascia le ferite, cioè si prende cura con pazienza, protegge, accompagna, perché la guarigione è un cammino e non solo un istante. Questa opera trova il suo compimento in Cristo, come annuncia Isaia 53 quando dice che per le sue lividure noi siamo stati guariti: Egli ha preso su di sé il nostro dolore e ha trasformato la ferita in possibilità di vita nuova. Perciò, questa mattina, non trattenere ciò che ti pesa, non nascondere la tua sofferenza dietro una forza apparente, ma porta tutto davanti a Dio, perché dove l’uomo copre, Dio guarisce, e dove il cuore è spezzato, Egli fa nascere una pace nuova, una pace vera, uno shalom che non è assenza di problemi, ma presenza di Dio che ricompone, consola e dona vita.