Dal 15 al 25 febbraio 2026 si è svolta la missione umanitaria “Uniti per Cuba”, un’iniziativa nata con l’obiettivo di portare aiuto concreto, sostegno fraterno e incoraggiamento spirituale alle comunità cristiane e alla popolazione cubana che vive una delle fasi più difficili della sua storia recente. Un gruppo di volontari provenienti dall’Italia ha raggiunto l’isola per condividere alcuni giorni di servizio, solidarietà e testimonianza cristiana accanto ai fratelli cubani. Nonostante le difficoltà logistiche e le condizioni generali del Paese, la missione si è svolta con grande spirito di fraternità, collaborazione e fede.

Durante la permanenza a Cuba sono stati distribuiti numerosi aiuti umanitari raccolti nei mesi precedenti grazie alla generosità di molte persone e comunità. In particolare sono stati consegnati farmaci, aiuti economici, indumenti e generi di prima necessità destinati soprattutto ai bambini, alle famiglie più vulnerabili e alle chiese locali impegnate nel sostegno sociale della popolazione. Una parte significativa degli interventi è stata dedicata proprio all’infanzia, una delle realtà maggiormente colpite dalla crisi economica che attraversa il Paese.

La missione ha inoltre permesso di sostenere diversi pastori e comunità evangeliche che, nonostante enormi difficoltà, continuano a servire la popolazione con grande dedizione. Gli incontri con i pastori e con i credenti cubani sono stati momenti profondamente toccanti: testimonianze di fede, preghiera condivisa e abbracci fraterni hanno rafforzato il senso di unità tra le chiese e ricordato quanto la solidarietà cristiana possa superare ogni distanza geografica.

La situazione sociale ed economica che abbiamo potuto constatare direttamente è estremamente grave. In molte città l’energia elettrica viene interrotta per intere giornate, lasciando interi quartieri senza corrente per molte ore consecutive. Questa condizione ha conseguenze drammatiche soprattutto sul sistema sanitario: in diversi ospedali non è possibile eseguire interventi chirurgici, neppure quelli urgenti, proprio a causa della mancanza di elettricità e delle difficoltà di approvvigionamento energetico.

Le autorità sanitarie stimano inoltre che circa 32.000 donne incinte rischiano di non poter partorire in ospedale a causa delle limitazioni operative delle strutture sanitarie, una situazione che rende evidente la gravità della crisi umanitaria in corso.

Anche la mobilità interna è diventata estremamente difficile. Durante la missione abbiamo dovuto affrontare costi altissimi per il carburante, arrivando a pagare fino a 10 euro al litro di benzina, un prezzo impensabile per la popolazione locale. Questa situazione è in larga parte collegata alle restrizioni economiche e commerciali che da circa sessant’anni gravano sull’economia del Paese, un blocco che continua ad avere pesanti ripercussioni sulla vita quotidiana delle famiglie cubane.

A questo si aggiunge il crollo quasi totale del turismo, che rappresentava una delle principali industrie e fonti di reddito per l’economia cubana. La drastica diminuzione dei visitatori stranieri ha aggravato ulteriormente la crisi, lasciando senza lavoro e senza sostentamento moltissime famiglie.

In questo contesto di grande difficoltà, la missione “Uniti per Cuba” ha voluto rappresentare un segno concreto di vicinanza e di speranza. Accanto alla distribuzione degli aiuti materiali, sono stati organizzati momenti di culto, preghiera e condivisione della Parola di Dio, portando incoraggiamento alle comunità locali e ricordando che la solidarietà e la fede possono sostenere anche nei momenti più duri della storia.

La missione si è conclusa il 25 febbraio con il rientro del gruppo in Italia dopo un lungo viaggio, ma con la gioia nel cuore per quanto realizzato e per i legami fraterni costruiti. L’esperienza ha rafforzato la convinzione che sia necessario continuare a sostenere il popolo cubano e le chiese locali attraverso iniziative di aiuto, cooperazione e preghiera.

Il progetto “Uniti per Cuba” proseguirà ora con l’organizzazione di nuove spedizioni di aiuti umanitari. La prima è prevista entro il 15 marzo, e ad essa seguiranno altre spedizioni nei mesi successivi, con l’obiettivo di far giungere medicine, generi alimentari, indumenti e beni di prima necessità alle comunità più colpite dalla crisi.

Per rendere possibile tutto questo è preziosa la collaborazione di tutti: ogni gesto di solidarietà può contribuire ad alleviare la sofferenza di tante famiglie e a portare un segno concreto di speranza.

Per informazioni o per contribuire alle prossime spedizioni umanitarie è possibile contattare il seguente recapito: 393 206 3243.

“Uniti per Cuba” non è soltanto un progetto umanitario, ma un ponte di fraternità tra popoli e comunità cristiane, fondato sulla solidarietà, sulla fede e sull’impegno concreto verso chi vive nel bisogno.